DIETRO LE QUINTE DI UN ORDINE PERSONALIZZATO…

Ti è mai capitato di pensare cosa ci sia dietro alla richiesta di un ordine personalizzato?
Certo, basta inviare una mail chiedendo il tale oggetto, con la tale misura e il tal colore e soprattutto a quanto ammonta la spesa, che ci vorrà mai a rispondere?

Per quanto mi riguarda impiego ore a scrivere un preventivo, visto che ogni caso è a se, quindi non ho nulla di preparato in modo standard a parte il blocco degli appunti e tante matite colorate.

Supponiamo mi venga richiesta una coperta, matrimoniale con misure di 250 cm x 250 cm, con gli stessi colori di quella che ho nello shop online(questa qui ). Bene, ecco come procedo solitamente.

Preparo il disegno a mano, in scala, per determinare quanto tessuto mi serve per fare il TOP (la parte superiore della coperta), lo coloro, sempre per capire la quantità di stoffa necessaria per ogni colore e faccio tutti calcoli aggiungendo il margine di cucitura.

Troppo facile fare una coperta con 10 quadrati da 25 cm per lato per arrivare a 250 cm come da richiesta e figuriamoci se non mi complico la vita dal momento che io non lavoro in cm ma in inch (secondo me più preciso)quindi bisogna cercare di convertire l’unità di misura in base alle mie esigenze. Una volta quantificato tutto, il disegno della coperta è praticamente finito. Ora so quanto tessuto serve per ogni colore, scrivo il prezzo al metro, imposto dal negozio dove mi fornisco, così sappiamo la quantità e quanto costa il materiale per comporre il TOP della coperta.

Poi serve l’imbottitura, anche li va conteggiato quanto prenderne perché, a differenza del cotone americano alto solo 110 cm, l’imbottitura è più alta, circa 280 cm, quindi bisogna ricalcolare in base ai quadrati di cui ho bisogno quanta comprarne,e sapendo al metro quanto costa, si stabilisce anche l’importo dell’imbottitura.

Per ultimo c’è il retro,con due soluzioni possibili; la prima è farla identica al TOP e quindi si sa già quanta stoffa serve, ma il prezzo diventa proibitivo mentre la soluzione due è ricalcolare per l’ennesima volta quanti quadrati servono per il tessuto del retro che solitamente è alto quanto l’imbottitura.
Ecco che siamo arrivati ad avere il prezzo e le quantità del materiale che occorre.

I primi tempi sbagliavo spesso i calcoli, a volte anche affidandomi ai miei fornitori, rimettendoci parecchio ma ora con la pratica è molto difficile che commetta questo errore.

Poi c’è tutto il calcolo della manodopera, in base alle ore di lavoro, consumo della corrente, il filo per cucire (c’è chi inserisce anche l’usura dei macchinari , io non saprei nemmeno come quantificarlo).

Se il preventivo viene accettato si parte con l’acquisto del materiale, così prendo il treno per recarmi in centro, compro quello che serve e torno indietro. Una cosa che non metto mai nei preventivi sono i vari spostamenti per reperire il materiale in termini di costo e tempo, probabilmente è un errore, dovrei informarmi con chi è più esperto.

Finalmente si può cominciare il lavoro vero e proprio.
Si tagliano tutti tessuti a misura, si assemblano con l’ordine stabilito nel disegno, nel frattempo si mandano le foto del work in progress al committente, si controlla che le misure combacino(tutto questo sdraiata sul pavimento)e quando hai cucito 250 cm di coperta per lato, con un peso specifico di un tot di kg sulla spalla, perché non ci sta tutta sotto la macchina per cucire, tiri un sospiro di sollievo visto che il più è fatto. Ultimo passaggio è il lavaggio e la stiratura, dopodiché faccio un bel pacco ed è pronto per la consegna.

Ora io ho fatto solo l’esempio di una coperta semplicissima, le cose si complicano quando le richieste sono particolari, ma era giusto per farti capire a cosa c’è sempre dietro ad un ordine personalizzato, poiché a volte si da per scontato che sia una cosa semplice e di poca importanza quello che succede prima di realizzare materialmente il lavoro vero e proprio, invece porta via molto tempo .

Capita che dopo tutto il lavoro per calcolare un preventivo, chi lo ha chiesto sparisca dalla circolazione, senza nemmeno un “grazie” o un semplice “ci penso un pochino e ti faccio sapere”. Trovo sia veramente una mancanza di rispetto e le rare volte che mi è capitato l’istinto omicida si impadroniva di me, e mi ripetevo che avrei dovuto far pagare anche il preventivo, almeno passava la voglia al maleducato/a di turno di fare il furbo/a, ma alla fine non l’ho mai fatto.

Ho scritto questo post dopo aver ricevuto la richiesta di un preventivo e indovina? Nessuna risposta…così ho bevuto un caffè (ginseng almeno rimango calma) mi sono seduta e…il resto è storia!

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