PERCHÉ NON CI AIUTIAMO TRA DONNE?

Tranquilla, non parlerò di femminismo politico, ma leggo continuamente di donne che si accusano tra loro, nell’ambito lavorativo ovviamente, delle cose più assurde.

Le critiche più frequenti sono quelle fatte nel settore delle “crafter”. La famosa frase ” mi ha copiata” va per la maggiore ( qui ho scritto anche un post ) e spesso non si espongono in prima persona ma sguinzagliano le loro seguaci per criticare gratuitamente la malcapitata di turno. Vogliamo poi parlare della fatica immane per partecipare ad un evento per esporre le proprie opere? Come spesso dico c’è la “mafia” anche in quel caso. Se non sei amica della tale o dell’organizzatrice non entri, e se per caso sei fortunata ad essere selezionata, le espositrici abituali pensano quasi che tu abbia pagato un pizzo per entrare.

Ora mi domando: ma perché dobbiamo farci la guerra tra di noi? Parliamo tanto di discriminazione delle donne da parte degli uomini, quando le prime nemiche delle donne sono proprio le donne!

Tutto questo preambolo è per introdurti al vero argomento di oggi e di come mi si è aperto un mondo.

Sabato mattina si è tenuto, in quasi tutta Italia, il “Mansardina Day” un raduno di donne che hanno intrapreso la carriera di piccole imprenditrici o che hanno intenzione di farlo. Tutte iscritte al mercoledì della mansardina, il gruppo creato da Gioia Gottini, coltivatrice di successi (ti parlo di lei qui).

Ci siamo viste in un locale del centro qui a Genova, eravamo in 12, tutte molto emozionate visto che per noi era il primo raduno.

Una volta entrate nel locale, davanti a caffè cappuccini e dolci di vario genere, abbiamo dato il via alle presentazioni e da quel momento,mentre ascoltavo la storia di ognuna di loro, mi sono detta che la forza delle donne è straordinaria.

La voglia di rimettersi in gioco,di chi ha perso il lavoro, o di chi invece non ne poteva più di stare sotto le dipendenze di qualcuno, di chi ha cambiato città per amore e quindi doveva trovare qualcosa da fare e di chi ha studiato una vita, trovando anche il lavoro per cui ha preso la laurea ma essendo donna,non veniva riconosciuta a pari livello dei colleghi uomini.

C’era chi si occupava di viaggi, chi di moda con materiali innovativi, chi avrebbe aperto un B&B, una sarta professionista, consulente d’immagine, varie artigiane, insomma tutte con mansioni diverse ma con lo stesso scopo e gli stessi desideri.

La cosa meravigliosa è stata il poter finalmente comunicare con persone che sanno esattamente di cosa parli! Perché c’è poco da fare, solo chi è nelle tue stesse condizioni può capire esattamente che cosa dici, qual’è lo sforzo che si fa per creare un lavoro in proprio, le paure da affrontare sull’apertura della Partita Iva, come organizzare il lavoro quando si hanno bambini piccoli, insomma il confrontarsi mi ha fato sentire meno sola.

Ho anche deciso di iscrivermi alla Rete al femminile della mia città.
Rete al femminile è l’associazione italiana di promozione sociale per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile in tutti i settori. Creata dalle donne per le donne, dove poter trovare consigli, supporto e collaborazioni.

Morale della favola? Finiamola di giudicare chi è più brava o chi lo è meno, chi è simpatica o chi è presuntuosa e cerchiamo invece di condividere, di aiutarci stimolandoci a vicenda.

Pensate a quanto siamo da forti da sole e immaginate invece a quanto lo diventiamo tutte insieme!

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